Finalmente i risultati delle analisi condotte sulle mummie aliene di Nazca

Dalle recenti analisi di laboratorio condotte su alcuni campioni biologici prelevati da Maria, una delle due mummie esaminate e sottoposte alla datazione al carbonio e’ emerso che quest’ultima avrebbe vissuto tra il 245 e 411 dC. Gli stessi esami condotti sui campioni prelevati da una seconda mummia più piccola, e precisamente a quella  appartenente a Victoria, hanno permesso di stabilirne approssimativamente la datazione che sembra aggirarsi tra il  987 e 1145 dC. Dalla tomografia computerizzata e’ emerso che gli organi interni di Maria sarebbero  rimasti inalterati nel corso dei secoli. Se qualcuno avesse voluto creare intenzionalmente una mummia, avrebbe dovuto rimuovere tutti gli organi interni, poiché la loro mancata asportazione ne avrebbe accelerato la decomposizione vanificando quindi il processo di mummificazione. Gli studiosi hanno rivolto una particolare attenzione su quella che una volta era una tibia e sui resti delle ossa radiali e ulnari dell’avambraccio. Rispetto a Maria, il corpo mummificato di Victoria si è dimostrato essere particolarmente rigido mentre la sua posizione innaturale era stranamente sbilanciata come se fosse stata ripiegata intenzionalmente da mani umane. Sulla pelle di Victoria non sono state rilevate tracce di rughe, a differenza della cute di Maria, sulla quale erano parzialmente visibili una serie di scanalature dovute molto probabilmente all’invecchiamento biologico. I tendini e le arterie presenti sul collo di Victoria sembravano più delle fibre vegetali e questo potrebbe trovare una  spiegazione dal lento processo di mummificazione. Il gruppo di studio Gaia, che ha sottoposto i campioni alle opportune analisi di laboratorio ha scoperto che il collo di Victoria presentava molte anomalie come se fosse stato sottoposto a forti stress fisici. La cavità toracica risultava troppo stretta per aver potuto ospitare i polmoni e il cuore mentre la colonna vertebrale appariva molto più sproporzionata rispetto al normale. La colonna vertebrale sembrava occupare gran parte della cavità addominale, al punto da privare dello spazio sufficiente gli altri organi vitali. La mummia Victoria era completamente priva della tibia e delle ossa radiali compreso il gomito degli avambracci. Di solito tali ossa sono presenti in tutti i vertebrati a quattro zampe, compresi i primati, gli esseri umani, i rettili, gli uccelli, le rane, le balene e così via. Solo in casi estremamente rari, come le rane, esse tendono a fondersi tra loro fino a strutturarsi in un’unico arto. Entrambe le mummie sono state scoperte l’anno scorso nella località di Nazca, Perù, insieme ad altri corpi molto più piccoli muniti di tre dita. Bisogna tenere presente che al gruppo di ricerca Gaia non era stato concesso il permesso di prelevare campioni organici da quelle che sembravano delle mummie molto più piccole. Tuttavia, solo nel mese di luglio 2017 gli studiosi sono stati  autorizzati a prelevare dei campioni organici per le analisi del DNA e la datazione al carbonio. Su queste strane mummie si è detto un po’ di tutto, da macabri manichini creati intenzionalmente assemblando corpi umani particolarmente malformi fino a resti di creature aliene, ipotesi questa poco credibile per una serie di ragioni che illustreremo in seguito in un post appositamente dedicato. 




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