Gli UFO secondo la cosmonauta russa Marina Popovich

Di solito le storie sui dischi volanti dovrebbero riguardare una platea di persone particolarmente eccentriche e dotate di grande immaginazione. Ma quando ad occuparsi del fenomeno sono proprio i professionisti dell’aviazione e scienziati d’alto livello allora la questione diventa molto seria per cui sarebbe opportuno adottare un atteggiamento più possibilista in modo da differenziarci dalla proverbiale testardaggine degli scettici. Agli inizi del 2000 a San Pietroburgo è stata stampata la prima edizione del libro “UFO sul pianeta Terra”, scritto dalla famosa collaudatrice di Jet militari, Marina Popovich, moglie del cosmonauta sovietico Pavel Popovich alla quale gli è stato riconosciuto anche il prestigioso Premio MV Lomonosov. Nella biografia contenuta nel libro, la cosmonauta russa spiega di non dubitare dell’esistenza degli UFO e come le numerose testimonianze rese da privati cittadini e dall’intelligence siano da prendere seriamente in considerazione. La cosmonauta racconta dei suoi sporadici incontri con oggetti volanti non identificati e come molti altri piloti abbiano cercato di intercettarli invano. La Popovich afferma inoltre che i suoi compagni di volo preferivano non divulgare le loro strane esperienze aeree e questo per evitare ripercussioni da parte delle gerarchie superiori e dal consiglio medico russo per l’ammissione ai voli spaziali. In un articolo pubblicato all’epoca Sovietica, la Popovich racconta la strana esperienza vissuta da alcuni piloti russi, che, durante un volo ordinario nei cieli degli Stati baltici videro e filmarono degli oggetti volanti di fattura sconosciuta. Gli UFO della regione di Perm La cosmonauta afferma che nei vasti territori della Russia vi è un luogo particolare in cui gli UFO vengono avvistati molto frequentemente come se in quella zona si nascondesse una segreta base aerea non ufficialmente riconosciuta dalle Autorità militari. La Popovich afferma inoltre di aver assistito personalmente al volo di strane sfere luminose e dispositivi dalla inusuale forma triangolare, e questo per tre volte consecutive e proprio nella regione di Perm. “Tutto ciò che non è identificabile deve essere percepito con estrema cautela e non con infantile timore” questo è il parere  espresso dalla cosmonauta Marina Lavrentyevna Popovich la quale è stata la prima donna a pilotare un An-22 e l’unica ad aver battuto 102 record mondiali ai comandi di un gran numero di velivoli sperimentali. Anche in questo caso viene da chiedersi. Per quale motivo un pluridecorato pilota di prima classe, ingegnere e apprezzata figura pubblica avrebbe dovuto esporsi pubblicamente esternando le sue personali convinzioni e raccontando le sue imbarazzanti esperienze ufologiche? Anche in questo caso si tratta solo di un’abile strategia di depistaggio che negli anni 70-80 ha visto contrapporsi le alte gerarchie statunitensi e russe ?




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