I coni dei pianeti

Abbiamo visto nell’ultimo articolo, vedi qui, che i pianeti devono necessariamente seguire una traiettoria a spirale conica simile a quella del sole. I coni dei pianeti devono inoltre essere piuttosto vicini a quello del sole affinché i pianeti possano essere visti vicino all’eclittica da qualsiasi osservatore sulla Terra. Vogliamo quindi in questo articolo andare ad applicare le formule già usate per il sole, in modo da ottenere i coni dei pianeti.
La formula da applicare è:
6660=n x cost1 x cost2
si veda per il calcolo e utilizzo delle formule l’articolo “Una formula per la traiettoria del sole“.
Consideriamo i valori dell’orbita per ciascun pianeta. Riporterò qui solo i calcoli.
Mercurio
Mercurio ha il numero d’ordine n = 8 (pensa ad esempio che Mercurio impiega 88 giorni per compiere un giro completo attorno al sole).
La prima costante è:

Per trovare la seconda costante, dobbiamo considerare che Mercurio è un pianeta interno e dobbiamo quindi approssimarci per difetto:

otteniamo i numeri del cono di Mercurio:

Raggio [km]
Altezza [km]
Orbita piccola
8 x 260 x 3 = 6240
8 x 260 x 3 = 6240
Orbita grande
8 x 260 x 6 = 12480
8 x 260 x 1.5 = 3120
 
Venere
Venere ha numero d’ordine n=7.

otteniamo i numeri del cono di Venere:

Raggio [km]
Altezza [km]
Orbita piccola
7 x 175 x 5 = 6125
7 x 175 x 5 = 6125
Orbita grande
7 x 175 x 10 = 12300
7 x 175 x 2.5 = 3062.5
 
Dobbiamo fermarci un momento per evidenziare alcuni dati interessanti. Mercurio ha il numero d’ordine n = 8 mentre Venere n = 7. Abbiamo dato questo ordine ai pianeti considerando l’ordine dato in un modello geocentrico classico (si veda l’immagine che segue). In questo sistema, Mercurio è l’ultimo pianeta. Ma, con la matematica che stiamo usando, Mercurio non è più l’ultimo: Venere ha un cono inferiore. Venere risulta essere, quindi, il pianeta più vicino alla Terra, e di conseguenza possiamo spiegare la sua luminosità, mentre Mercurio risulta essere il più vicino al sole, e questo spiega il suo rapido movimento, essendo fortemente influenzato dal vento solare.
Qualcuno potrebbe obiettare che la luna è molto più vicina al sole e anche Marte è molto vicino al sole. Sì, ma se si fa una ricerca sulla magnetosfera di Mercurio, si può scoprire che questo ha un campo magnetico stabile e significativo mentre la Luna, così come Marte, non hanno nulla di simile. Questo campo magnetico, come voglio dimostrare, interagisce fortemente con il campo magnetico del sole. Questo non significa che Luna e Marte non siano magnetici, o non abbiano un nucleo magnetico. Solo non hanno una magnetosfera così pronunciata.

Marte
Marte ha numero d’ordine n=5.

Dobbiamo approssimare in eccesso perché Marte è un pianeta esterno, quindi dobbiamo ottenere un cono più alto di quello del sole.

Raggio [km]
Altezza [km]
Orbita piccola
5 x 65 x 21 = 6825
5 x 65 x 21 = 6825
Orbita grande
5 x 65 x 42 = 13650
7 x 65 x 10.5 = 3412.5
 
Giove
Giove ha numero d’ordine n=4.

Dobbiamo approssimare oltre 51 per ottenere un cono più alto di quello di Marte.
Otteniamo il cono di Giove

raggio [km]
Altezza [km]
Orbita piccola
4 x 34 x 51 = 6936
4 x 34 x 51 = 6936
Orbita grande
4 x 34 x 102 = 13872
4 x 34 x 25.5 = 3468
 
Saturno
Saturno ha numero d’ordine n=3.

Dobbiamo approssimare a 155 per ottenere un cono più alto di quello di Giove.

Raggio [km]
Altezza [km]
Orbita piccola
3 x 15 x 155 = 6975
3 x 15 x 155 = 6975
Orbita grande
3 x 15 x 310 = 13950
3 x 15 x 77.5 = 3487.5
 
Urano e Nettuno
Per i coni di Urano e Nettuno il calcolo perde precisione, ma voglio farlo per completare il lavoro. Urano ha il numero d’ordine n = 2.

Ecco il cono per Urano.

Raggio [km]
Altezza [km]
Orbita piccola
2 x 5 x 700 = 7000
2 x 5 x 700 = 7000
Orbita grande
2 x 5 x 1400 = 14000
2 x 5 x 350 = 3500
 
Nettuno ha numero d’ordine n=1.

Dobbiamo avvicinarci a oltre 7025 per ottenere un cono superiore a quello di Urano, ma la scelta è completamente aleatoria. Di seguito i dati per Nettuno.

Raggio [km]
Altezza [km]
Orbita piccola
1 x 1 x 7025 = 7025
1 x 1 x 7025 = 7025
Orbita grande
1 x 1 x 14050 = 14050
1 x 1 x 3512.5 = 3512.5
 
Escludendo gli ultimi due pianeti, possiamo fare un riassunto di ciò che abbiamo trovato. Riportiamo i dati delle orbite estreme dei coni dei pianeti. Non si tratta ancora dell’equazione della spirale che vedremo più in la.

Michele Vassallo è un ingegnere meccanico. Nel 2015, quando scoprì il movimento emergente degli American Flat Earthers, si sentì stupito e affascinato. Presto si rese conto che la Terra non poteva essere un globo. Nonostante il fatto che gli argomenti venuti alla ribalta fossero e siano ancora incompleti e contengano molti errori, il concetto generale di una terra piatta sembra assolutamente degno di indagine.
Tra le sue migliori scoperte c’è la reintroduzione dell’etere nella fisica della terra piatta e una nuova visione della natura della luce.
E’ coautore del libro “The real measures of the (flat) Earth” edito da Aracne editore e del blog “rifugiatidipella.com“. Dal 2019 produce materiale video inerente la Terra piatta sul suo canale Youtube “earthmeasured”.




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